Primavera di prevenzione

prevention is better than cure

«Prevenire è meglio che curare.»
(Proverbio italiano)

“La prevenzione è l’azione tecnico-professionale o l’attività che mira a ridurre la mortalità, la morbilità o gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio o ad una certa patologia (“profilassi”), promuovendo la salute e il benessere individuale e collettivo (“salutogenesi”). Le attività di prevenzione, essendo parte della più ampia attività di “tutela della salute”, sono parte delle competenze professionali tipiche delle professioni sanitarie, nei loro diversi ambiti applicativi (medico, infermieristico, ostetrico, psicologico…).”

Ringrazio Wikipedia per questa definizione, che prosegue indicando i diversi livelli di prevenzione attuabili, in quali contesti etc. A mio modesto parere, però, soprattutto sui mezzi di divulgazione di massa, non viene ricordato né sottolineato mai abbastanza quanto la prevenzione debba esplicitarsi “a monte” ovvero nell’adozione da parte nostra di comportamenti generatori di salute!

Ogni filosofia, medicina e/o religione tradizionale (= millenaria!) insiste sulla necessità di un approccio più equilibrato e naturale di fondo: giusto ritmo sonno-veglia e alternanza tra impegno e svago; regolare attività fisica e tempo trascorso all’aria aperta e alla luce naturale; persone e comunicazioni che ci facciano stare bene, evitando il più possibile situazioni e pensieri che ci affliggono; affrontare e risolvere i problemi sotto il nostro controllo, lasciando perdere ciò che va oltre le nostre responsabilità – o che non è poi così importante… Dulcis in fundo, un’alimentazione variata, leggera e nutriente, cibi freschi, non troppo raffinati né tanto meno manipolati… Se le persone seguissero anche solo “mediamente” questi dettami, occorrerebbero sicuramente meno ospedali e medicine, si libererebbero un’infinità di risorse ed energie – e saremmo tutti molto più sani e sereni… Mio modesto parere, s’intende 😉

“Coloro che pensano di non avere tempo per l’attività fisica, prima o poi dovranno trovare il tempo per la malattia” Edward Stanley

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