4 buone ragioni per sudare un po’…

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Il nostro corpo ha un sistema naturale, potente e integrato per la disintossicazione, che non necessita di rari e preziosissimi succhi alla moda né di costosi ritiri e protocolli: tutto quello che dobbiamo fare è… sudare!

Medici, esperti di salute e guru del fitness sono tutti d’accordo nel ricordarci che dovremmo sudare tutti i giorni, tutto l’anno – e per buoni motivi: oltre ad essere il risultato di attività fisica, di per sé già salutare, sudare è un processo di disintossicazione estremamente terapeutico, cosa che già gli antichi romani conoscevano molto bene…

Quando sudiamo, infatti, eliminiamo dal corpo un’infinità di tossine: da sostanze organiche inquinanti quali insetticidi, esalazioni e solventi vari Astonished Face on WhatsApp 2.19.62 a sostanze plastificanti Astonished Face on WhatsApp 2.19.62Astonished Face on WhatsApp 2.19.62 a metalli pesanti (soprattutto l’alluminio) fino al bisfenolo A (che assorbiamo dal cibo in scatola e dalle bottiglie di plastica)… e queste non sono che le principali Anguished Face on WhatsApp 2.19.62

Attraverso il sudore riusciamo a eliminare molte più sostanze tossiche che attraverso l’urina e, soprattutto, ci sono un’infinità di attività che possiamo intraprendere per aiutarci in questo detox:  la maggior parte degli sport ed esercizi fisici, correre e camminare a passo veloce, nuotare, praticare yoga, tennis, basket etc. Le più note alternative “a basso impatto”, ovviamente, sono sauna (occhio però se soffriamo di problemi di pressione!) e bagno turco, più adatto a tutti.

N.B.: ovviamente è importante mantenersi sempre ben idratati, per evitare possibili effetti collaterali da perdita di eccessivo volume di acqua e sali minerali (vedi articolo “Forse non tutti sanno che…” l’IDRATAZIONE).

Quindi la prossima volta che ci lamentiamo per la temperatura in aumento – o che preferiamo restare sdraiati sul divano con l’aria condizionata a palla, anziché uscire e fare un po’ di moto… pensiamo a tutti i benefici gratuiti che ci regala l’atto del sudare: anche se per ottenerli dobbiamo faticare un pochino, il nostro organismo ce ne sarà estremamente grato Grinning Face With Sweat on Apple iOS 12.2

 

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Quando perseverare… e quando “mollare il colpo”

[foto Lorenzo Boati]

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Quanto tempo dovremmo restare “attaccati” a qualcosa, che si tratti di un progetto, una persona, un’attività o un lavoro? Sebbene ci siano molti benefici nella perseveranza – una dote rara e indubbia! – questa presenta anche diversi aspetti negativi.

Ad esempio, non sapersi arrendere può significare persistere anche quando non si ha più nulla da guadagnare, sprecare tempo ed energie – spesso anche soldi – che potremmo utilizzare altrove. Così, se da un lato può essere auspicabile continuare a portare avanti attività utili e gratificanti, dall’altro coloro che non smettono di impegnarsi in situazioni inutili, poco interessanti e poco gratificanti, in ultima analisi stanno semplicemente sprecando il loro tempo e i loro talenti. Restare fissati su obiettivi tanto (troppo?) a lungo sognati, può anche significare ignorare alternative miglioriWinking Face on Apple iOS 12.1

Non essere disposti a lasciar andare può portare ad essere perennemente insoddisfatti — anche quando magari si finisce per ottenere quello che si pensava di volere…! Infine, aspetto da non sottovalutare, la “resistenza a lasciare andare” può avere anche ripercussioni negative sulla nostra salute:

le persone che faticano a “mollare il colpo”, rispetto a obiettivi impossibili, tendono ad essere più stressate, presentano maggiori sintomi di depressione, sono afflitti da ruminio mentale e pensieri ricorrenti e faticano a riposare adeguatamente; questi soggetti riportano anche tassi di eczema, mal di testa e problemi di digestione superiori alla media.

Rimanere fissati su obiettivi irraggiungibili viene legato anche ad elevati livelli di cortisolo (che, nel tempo, predispone ad aumento di peso e di pressione arteriosa, stati d’animo negativi e disturbi del sonno), nonché maggiori livelli di C-reattiva proteiforme (a sua volta collegata agli stati di infiammazione).

Così, ogni qualvolta ci chiediamo se perseverare o meno in un compito o un obiettivo, valutiamone il potenziale, es. è uno stimolo all’apprendimento?, e confrontiamolo con i costi, i rischi e i pericoli derivanti, invece, da una miope e ostinata perseveranza… Nerd Face on Google Android 9.0

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vacanza yoga & relax in Kerala – ottobre 2019

8 15 giorni YOGA & MEDITAZIONE in Kerala Ottobre 2019

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Lo yoga può modificare il nostro DNA: ecco perché è così importante!

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Come ogni anno, il 21 giugno si celebra la Giornata Internazionale dello Yoga e in 180 nazioni in tutto il mondo si festeggia organizzando meditazioni, asana flows, saluti al sole etc. etc. Chi pratica regolarmente già conosce il potere trasformativo che ha anche solo un’ora di questa antica forma di “ginnastica”… si inizia la lezione con i muscoli rigidi, spesso si arriva nervosi, magari con il mal di testa –  e si termina rilassati, più sciolti e pronti a proseguire con la giornata Star-Struck on Emojipedia 11.1

Lo yoga rilassa e, come innumerevoli studi e ricerche immunologiche hanno già dimostrato, la sua pratica (così come per meditazione e tai chi) è in grado di modificare – letteralmente – il nostro DNA!

Quando nel 2003 per la prima volta è stata pubblicata la sequenza del DNA umano, ci si aspettava di riscontrare la codifica più complessa, il più complesso conteggio cromosomico e invece – cosa che dovrebbe farci riflettere – disponiamo di meno materiale genetico di un lombrico (!); in compenso, possediamo il più complesso sistema di controllo, pur su un limitato numero di geni…

Abbiamo grande controllo sulla produzione di proteine infiammatorie, motivo per cui molti medici oggi consigliano di evitare cibo “infiammante” (zucchero, latticini e glutine in primis); mangiare in maniera sana e corretta, dormire a sufficienza, smettere di fumare o bere alcolici: tutto questo è da sempre sotto il nostro controllo e gli scienziati confermano che, con una pratica regolare di yoga e meditazione (es. mindfulness), possiamo addirittura invertire le reazioni molecolari del nostro DNA, prevenendo o aiutando a guarire ansia, depressione, cancro e moltissime altre patologie

(più specificatamente, lo yoga aiuta a controllare la molecola NF-kB, responsabile dell’infiammazione cellulare da stress prolungato).

Millioni di persone in tutto il mondo hanno (ri)scoperto i benefici dello yoga e della meditazione: questi benefici agiscono a livello fisico non solo su muscoli e articolazioni ma anche in profondità, a livello molecolare, arrivando a cambiare in meglio l’attività dei nostri stessi geni… apportando benessere a 360°

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…quale felicità vogliono le persone?

Frutta

foto: Carol Yepes/Getty Images

Certo: tutti vogliono essere felici ma… che tipo di felicità tendono a volere le persone??

È la felicità vissuta momento per momento? O si tratta di una felicità più ampia, da ricordare, come essere in grado di guardare indietro e rivivere un momento felice?

Daniel Kahneman, noto psicologo (nonché premio Nobel per l’Economia nel 2002), ha colto questa differenza esplicitandola nella distinzione tra “essere felice nella tua vita” oppure “essere felice della tua vita” – e pare che le due cose non sempre vadano a braccetto!

I “soliti” ricercatori americani hanno intervistato migliaia di persone (di età compresa tra i 18 e gli 81 anni) a proposito delle loro preferenze tra felicità vissuta e felicità ricordata: hanno scoperto che le risposte possono variare molto in base al lasso di tempo che si considera, con ulteriori differenze in base alla cultura di appartenenza.

Prendiamoci un momento per chiederci quale felicità stiamo cercando Winking Face on Samsung Experience 9.5

Potrebbe sembrare una distinzione inutile – dopo tutto, una volta sperimentato es. un momento felice, lo stesso viene spesso anche ricordato come felice, giusto? Una serata trascorsa tra amici, con buon cibo e buon vino, sarà vissuta e anche ricordata felicemente, così come un progetto lavorativo fatto insieme ai colleghi/compagni preferiti sarà bello da svolgere e anche da ricordare a cose fatte…

Non è sempre così, però: un weekend passato a riposarsi davanti alla TV è una bella esperienza sul momento – ma quel momento non sarà memorabile, anzi: potrebbe addirittura farci venire sensi di colpa a posteriori (!). Una giornata al parco coi bambini può scatenare un’infinità di situazioni frustranti – ma basterà un solo momento di serenità per ricordarla con gioia. Straordinari a oltranza in ufficio o in fabbrica non sono di certo allettanti né divertenti – possono però farci sentire molto soddisfatti, una volta raggiunto il risultato atteso.

Pertanto, se vogliamo essere felici, può essere utile capire quale tipo di felicità vogliamo veramente.

In particolar modo in Occidente (Cinesi e Giapponesi, infatti, hanno culturalmente maggior dimestichezza con la mindfulness) tendiamo spesso a separare e dare risposte differenti per quanto riguarda la felicità che vogliamo “oggi” e quella che vogliamo “nel lungo termine” – dimenticando, però, che la vita è la somma di ogni singolo giorno…

I ricercatori hanno trovato questo aspetto molto interessante: infatti, se le persone tendono a fare scelte immediate per ottenere una felicità “a breve”, stile carpe diem, oppure continuano a posticipare le occasioni di felicità, favorendo altre priorità ritenute più importanti… rischiano di ritrovarsi con una qualità di felicità “diversa” da quella che dichiarano di volere per la vita!

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6 metodi scientificamente provati per ridurre il grasso addominale

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foto: dietasulweb.it

…e prolungare l’aspettativa di vita 😉

Dichiarare guerra alla pancetta una volta era considerato soprattutto una questione di vanità: oggi invece si è rivelato uno dei modi migliori per ridurre il rischio di mortalità legato a un’infinità di cause, a partire dall’infarto.

Per molti medici e scienziati, ormai, la giusta proporzione vita-fianchi è più importante che non es. la misurazione del colesterolo, nel determinare il rischio di possibili cardiopatie: con questo aspetto ben presente (oltre alla bella stagione che ci farà portare abiti più leggeri e quindi “rivelatori”…) consideriamo alcuni suggerimenti per mantenere la linea e, in generale, una buona salute:

  1.  OLIO DI COCCO – 2 cucchiai (30 ml) di olio di cocco al giorno, nell’arco di 3 mesi, aiutano a ridurre il giro-vita e ad aumentare i livelli di colesterolo “buono” (HDL), sia negli uomini che nelle donne – al mattino a digiuno oppure ripartiti (1+1) mezz’ora prima dei pasti principali.
  2. TÈ VERDE – È stato definito “la medicina fatta bevanda” e, in effetti, l’elenco delle patologie che traggono beneficio dall’assunzione regolare di tè verde è davvero lungo (oltre 200) – con l’obesità in cima a questa lista! Il tè verde è ricco di catechine, perfettamente sicure (in dosi normali e attraverso l’infuso) ed efficaci nella riduzione del grasso addominale nei soggetti in sovrappeso.
  3. LUCE DEL SOLE – Recenti studi hanno dimostrato che esporre la pelle alla luce del sole aumenta il metabolismo del grasso sottocutaneo (!) oltre a produrre la ben nota vitamina D (vedi “Forse non tutti sanno che…” – l’ELIOTERAPIA), la cui carenza a sua volta è associata a una maggiore propensione all’obesità… così il cerchio si chiude!
  4. PROTEINE DELLA SOIA – La soia (rigorosamente non-OGM!) è nota da tempo come integratore alimentare per le sue proprietà di equilibratore ormonale (ad es. per le donne in post-menopausa) e in tal senso contribuisce a ridurre il grasso sottocutaneo addominale. Per chi avesse dei dubbi sui possibili effetti cancerogeni (seno) dei fitoestrogeni della soia, di seguito un link ad alcuni studi internazionali sull’argomento, sicuramente di grande importanza (GreenMedInfo: 12 studies on our breast cancer page), che illustrano invece la grande capacità protettiva di questo alimento: il dibattito non è affatto chiuso quindi penso sia meglio ascoltare tutte le campane…
  5. ATTENZIONE ALLA DIETA – Tra le molte sostanze dannose per il nostro organismo, tre sono i prodotti industriali rivelatisi particolarmente dannosi, in generale, nonché tra i principali colpevoli del sovrappeso: fruttosio, bisfenolo A (o BPA, contenuto in plastiche e resine a contatto con gli alimenti – vedi 10 modi per disintossicarci tutti i giorni (ovvero: oltre il digiuno! vedi Digiunare un giorno alla settimana) ) e glutammato (insaporitore largamente usato, soprattutto nelle cucine orientali ma anche in quella italiana ad es. per fare i dadi da brodo e negli alimenti conservati).
  6. ESERCIZIO FISICO – È ovvio ma vale sempre la pena ripeterlo: è fondamentale prestare attenzione a quello che mangiamo – ma anche a se e come lo bruciamo! L’esercizio fisico ovviamente fa bene per un’infinità di motivi ma è anche uno dei modi migliori per ridurre il grasso addominale, soprattutto attraverso tre attività ben precise: corsa, bicicletta e nuoto… e dopo aver eliminato il grasso addominale, non ci resta che tonificare la tartaruga Turtle on Samsung Experience 9.5Person Lifting Weights on Samsung Experience 9.5

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“Forse non tutti sanno che…” – la BANANA

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Foto: Stephan Brusche

Questo simpatico frutto è molto più di quello che sembra: amato da adulti e bambini, messo alla gogna per eccesso di calorie, in inglese indica qualcuno un po’ matto – e da sempre i comici ne fanno largo uso nei doppi-sensi… la nostra storia con la banana è tanto vecchia quanto l’agricoltura su questo pianeta, ossia almeno 10’000 anni! Molti però non sanno che questo frutto, oltre ad essere estremamente ricco di amido, contiene anche una serie di principi attivi farmacologici ampiamente studiati:

le banane contengono, ad esempio, dopamina e norepinefrina, le stesse catecolamine rilasciate nel nostro corpo quando si attiva la famosa reazione “fight-or-flight”, lotta o fuggi (sembra che le banane utilizzino queste catecolamine per proteggersi dalle malattie infettive); alcune varietà producono una linfa ricca di serotonina (per il buonumore) e tutte dispongono di svariati superpoteri Superhero on Samsung One UI 1.0

la banana acerba è anti-diarroica

Quando è ancora verde, la banana contiene amidi resistenti alla digestione che, insieme alla pectina, sono in grado di ridurre drasticamente la permeabilità intestinale e la perdita di liquidi in caso di diarrea, accelerando il processo di guarigione, soprattutto nei bambini.

la banana previene l’ulcera

I ricercatori hanno anche dimostrato che la polvere di banana previene la formazione delle ulcere causate da diversi farmaci – es. Aspirina, Indoxen, Deltacortene, anti-infiammatori non steroidei, antistaminici Astonished Face on Facebook 3.1 non solo rinforza la resistenza della mucosa gastrica ma ne aiuta anche la cicatrizzazione, stimolando la proliferazione cellulare.

la buccia di banana impedisce l’ingrossamento della prostata dovuto al testosterone, il gambo di banana aiuta a prevenire i più comuni calcoli renali e il consumo di banane protegge la pelle dai danni dei raggi UV-B…

…non “scivoliamo” però su una buccia di banana: scegliamo sempre frutti certificati e, possibilmente, provenienti da coltivazioni biologiche! Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0

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