
Coltivare relazioni anche e soprattutto attraverso le differenze di generazione (in famiglia o al di fuori di essa) può rendere la nostra esistenza molto più appagante e aprirci a nuove idee e opportunità, l’avevi mai considerato? Il primo passo, come sempre, è cambiare mentalità: considera il tuo interlocutore come un coetaneo, indipendentemente dall’età anagrafica di entrambi… già questa semplice riformulazione elimina parte del disagio, rendendo più facile essere autentici e avviare conversazioni più vere. Se non l’hai mai fatto, inizia a porre semplici domande per trovare un terreno comune, esattamente come faresti con un estraneo o un nuovo collega: che vita ha avuto? che cosa l’ha portato a quel determinato impiego o magari a cambiare città? come si sono evolute le sue esigenze e le sue idee negli anni? come preferisce passare il tempo oggi?
Sii curioso, sii presente e ascolta davvero, come faresti con un amico, ricordando le risposte e “annaffiando” regolarmente la piantina di questa relazione, se desideri che porti splendidi frutti. Organizzati in modo da potervi vedere di persona con regolarità e, tra un incontro e l’altro, usa il cellulare per fare qualche telefonata 😉 Naturalmente, non tutti i rapporti padre-figlio sono destinati a funzionare: però un piccolo sforzo per mettere in pratica questi passaggi con una figura più anziana, anche di nostra scelta, ci aiuterà a trovare un mentore, aprendo una finestra su una diversa fase della vita – e una diversa prospettiva.
Tanti auguri papà!
