Lo yoga può modificare il nostro DNA: ecco perché è così importante!

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Come ogni anno, il 21 giugno si celebra la Giornata Internazionale dello Yoga e in 180 nazioni in tutto il mondo si festeggia organizzando meditazioni, asana flows, saluti al sole etc. etc. Chi pratica regolarmente già conosce il potere trasformativo che ha anche solo un’ora di questa antica forma di “ginnastica”… si inizia la lezione con i muscoli rigidi, spesso si arriva nervosi, magari con il mal di testa –  e si termina rilassati, più sciolti e pronti a proseguire con la giornata Star-Struck on Emojipedia 11.1

Lo yoga rilassa e, come innumerevoli studi e ricerche immunologiche hanno già dimostrato, la sua pratica (così come per meditazione e tai chi) è in grado di modificare – letteralmente – il nostro DNA!

Quando nel 2003 per la prima volta è stata pubblicata la sequenza del DNA umano, ci si aspettava di riscontrare la codifica più complessa, il più complesso conteggio cromosomico e invece – cosa che dovrebbe farci riflettere – disponiamo di meno materiale genetico di un lombrico (!); in compenso, possediamo il più complesso sistema di controllo, pur su un limitato numero di geni…

Abbiamo grande controllo sulla produzione di proteine infiammatorie, motivo per cui molti medici oggi consigliano di evitare cibo “infiammante” (zucchero, latticini e glutine in primis); mangiare in maniera sana e corretta, dormire a sufficienza, smettere di fumare o bere alcolici: tutto questo è da sempre sotto il nostro controllo e gli scienziati confermano che, con una pratica regolare di yoga e meditazione (es. mindfulness), possiamo addirittura invertire le reazioni molecolari del nostro DNA, prevenendo o aiutando a guarire ansia, depressione, cancro e moltissime altre patologie

(più specificatamente, lo yoga aiuta a controllare la molecola NF-kB, responsabile dell’infiammazione cellulare da stress prolungato).

Millioni di persone in tutto il mondo hanno (ri)scoperto i benefici dello yoga e della meditazione: questi benefici agiscono a livello fisico non solo su muscoli e articolazioni ma anche in profondità, a livello molecolare, arrivando a cambiare in meglio l’attività dei nostri stessi geni… apportando benessere a 360°

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…quale felicità vogliono le persone?

Frutta

foto: Carol Yepes/Getty Images

Certo: tutti vogliono essere felici ma… che tipo di felicità tendono a volere le persone??

È la felicità vissuta momento per momento? O si tratta di una felicità più ampia, da ricordare, come essere in grado di guardare indietro e rivivere un momento felice?

Daniel Kahneman, noto psicologo (nonché premio Nobel per l’Economia nel 2002), ha colto questa differenza esplicitandola nella distinzione tra “essere felice nella tua vita” oppure “essere felice della tua vita” – e pare che le due cose non sempre vadano a braccetto!

I “soliti” ricercatori americani hanno intervistato migliaia di persone (di età compresa tra i 18 e gli 81 anni) a proposito delle loro preferenze tra felicità vissuta e felicità ricordata: hanno scoperto che le risposte possono variare molto in base al lasso di tempo che si considera, con ulteriori differenze in base alla cultura di appartenenza.

Prendiamoci un momento per chiederci quale felicità stiamo cercando Winking Face on Samsung Experience 9.5

Potrebbe sembrare una distinzione inutile – dopo tutto, una volta sperimentato es. un momento felice, lo stesso viene spesso anche ricordato come felice, giusto? Una serata trascorsa tra amici, con buon cibo e buon vino, sarà vissuta e anche ricordata felicemente, così come un progetto lavorativo fatto insieme ai colleghi/compagni preferiti sarà bello da svolgere e anche da ricordare a cose fatte…

Non è sempre così, però: un weekend passato a riposarsi davanti alla TV è una bella esperienza sul momento – ma quel momento non sarà memorabile, anzi: potrebbe addirittura farci venire sensi di colpa a posteriori (!). Una giornata al parco coi bambini può scatenare un’infinità di situazioni frustranti – ma basterà un solo momento di serenità per ricordarla con gioia. Straordinari a oltranza in ufficio o in fabbrica non sono di certo allettanti né divertenti – possono però farci sentire molto soddisfatti, una volta raggiunto il risultato atteso.

Pertanto, se vogliamo essere felici, può essere utile capire quale tipo di felicità vogliamo veramente.

In particolar modo in Occidente (Cinesi e Giapponesi, infatti, hanno culturalmente maggior dimestichezza con la mindfulness) tendiamo spesso a separare e dare risposte differenti per quanto riguarda la felicità che vogliamo “oggi” e quella che vogliamo “nel lungo termine” – dimenticando, però, che la vita è la somma di ogni singolo giorno…

I ricercatori hanno trovato questo aspetto molto interessante: infatti, se le persone tendono a fare scelte immediate per ottenere una felicità “a breve”, stile carpe diem, oppure continuano a posticipare le occasioni di felicità, favorendo altre priorità ritenute più importanti… rischiano di ritrovarsi con una qualità di felicità “diversa” da quella che dichiarano di volere per la vita!

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6 metodi scientificamente provati per ridurre il grasso addominale

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foto: dietasulweb.it

…e prolungare l’aspettativa di vita 😉

Dichiarare guerra alla pancetta una volta era considerato soprattutto una questione di vanità: oggi invece si è rivelato uno dei modi migliori per ridurre il rischio di mortalità legato a un’infinità di cause, a partire dall’infarto.

Per molti medici e scienziati, ormai, la giusta proporzione vita-fianchi è più importante che non es. la misurazione del colesterolo, nel determinare il rischio di possibili cardiopatie: con questo aspetto ben presente (oltre alla bella stagione che ci farà portare abiti più leggeri e quindi “rivelatori”…) consideriamo alcuni suggerimenti per mantenere la linea e, in generale, una buona salute:

  1.  OLIO DI COCCO – 2 cucchiai (30 ml) di olio di cocco al giorno, nell’arco di 3 mesi, aiutano a ridurre il giro-vita e ad aumentare i livelli di colesterolo “buono” (HDL), sia negli uomini che nelle donne – al mattino a digiuno oppure ripartiti (1+1) mezz’ora prima dei pasti principali.
  2. TÈ VERDE – È stato definito “la medicina fatta bevanda” e, in effetti, l’elenco delle patologie che traggono beneficio dall’assunzione regolare di tè verde è davvero lungo (oltre 200) – con l’obesità in cima a questa lista! Il tè verde è ricco di catechine, perfettamente sicure (in dosi normali e attraverso l’infuso) ed efficaci nella riduzione del grasso addominale nei soggetti in sovrappeso.
  3. LUCE DEL SOLE – Recenti studi hanno dimostrato che esporre la pelle alla luce del sole aumenta il metabolismo del grasso sottocutaneo (!) oltre a produrre la ben nota vitamina D (vedi “Forse non tutti sanno che…” – l’ELIOTERAPIA), la cui carenza a sua volta è associata a una maggiore propensione all’obesità… così il cerchio si chiude!
  4. PROTEINE DELLA SOIA – La soia (rigorosamente non-OGM!) è nota da tempo come integratore alimentare per le sue proprietà di equilibratore ormonale (ad es. per le donne in post-menopausa) e in tal senso contribuisce a ridurre il grasso sottocutaneo addominale. Per chi avesse dei dubbi sui possibili effetti cancerogeni (seno) dei fitoestrogeni della soia, di seguito un link ad alcuni studi internazionali sull’argomento, sicuramente di grande importanza (GreenMedInfo: 12 studies on our breast cancer page), che illustrano invece la grande capacità protettiva di questo alimento: il dibattito non è affatto chiuso quindi penso sia meglio ascoltare tutte le campane…
  5. ATTENZIONE ALLA DIETA – Tra le molte sostanze dannose per il nostro organismo, tre sono i prodotti industriali rivelatisi particolarmente dannosi, in generale, nonché tra i principali colpevoli del sovrappeso: fruttosio, bisfenolo A (o BPA, contenuto in plastiche e resine a contatto con gli alimenti – vedi 10 modi per disintossicarci tutti i giorni (ovvero: oltre il digiuno! vedi Digiunare un giorno alla settimana) ) e glutammato (insaporitore largamente usato, soprattutto nelle cucine orientali ma anche in quella italiana ad es. per fare i dadi da brodo e negli alimenti conservati).
  6. ESERCIZIO FISICO – È ovvio ma vale sempre la pena ripeterlo: è fondamentale prestare attenzione a quello che mangiamo – ma anche a se e come lo bruciamo! L’esercizio fisico ovviamente fa bene per un’infinità di motivi ma è anche uno dei modi migliori per ridurre il grasso addominale, soprattutto attraverso tre attività ben precise: corsa, bicicletta e nuoto… e dopo aver eliminato il grasso addominale, non ci resta che tonificare la tartaruga Turtle on Samsung Experience 9.5Person Lifting Weights on Samsung Experience 9.5

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“Forse non tutti sanno che…” – la BANANA

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Foto: Stephan Brusche

Questo simpatico frutto è molto più di quello che sembra: amato da adulti e bambini, messo alla gogna per eccesso di calorie, in inglese indica qualcuno un po’ matto – e da sempre i comici ne fanno largo uso nei doppi-sensi… la nostra storia con la banana è tanto vecchia quanto l’agricoltura su questo pianeta, ossia almeno 10’000 anni! Molti però non sanno che questo frutto, oltre ad essere estremamente ricco di amido, contiene anche una serie di principi attivi farmacologici ampiamente studiati:

le banane contengono, ad esempio, dopamina e norepinefrina, le stesse catecolamine rilasciate nel nostro corpo quando si attiva la famosa reazione “fight-or-flight”, lotta o fuggi (sembra che le banane utilizzino queste catecolamine per proteggersi dalle malattie infettive); alcune varietà producono una linfa ricca di serotonina (per il buonumore) e tutte dispongono di svariati superpoteri Superhero on Samsung One UI 1.0

la banana acerba è anti-diarroica

Quando è ancora verde, la banana contiene amidi resistenti alla digestione che, insieme alla pectina, sono in grado di ridurre drasticamente la permeabilità intestinale e la perdita di liquidi in caso di diarrea, accelerando il processo di guarigione, soprattutto nei bambini.

la banana previene l’ulcera

I ricercatori hanno anche dimostrato che la polvere di banana previene la formazione delle ulcere causate da diversi farmaci – es. Aspirina, Indoxen, Deltacortene, anti-infiammatori non steroidei, antistaminici Astonished Face on Facebook 3.1 non solo rinforza la resistenza della mucosa gastrica ma ne aiuta anche la cicatrizzazione, stimolando la proliferazione cellulare.

la buccia di banana impedisce l’ingrossamento della prostata dovuto al testosterone, il gambo di banana aiuta a prevenire i più comuni calcoli renali e il consumo di banane protegge la pelle dai danni dei raggi UV-B…

…non “scivoliamo” però su una buccia di banana: scegliamo sempre frutti certificati e, possibilmente, provenienti da coltivazioni biologiche! Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0Banana on Facebook 3.0

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“Forse non tutti sanno che…” – il COLLAGENE

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[foto: unsplash]

Sentiamo sempre più spesso parlare di collagene come sostanza utile per mantenere la pelle giovane e combattere le rughe (basti osservare le campagne pubblicitarie dei principali prodotti cosmetici, italiani e non): creme e integratori a base di collagene, ormai, lo sfruttano regolarmente in sinergia con altre sostanze, ad es. l’acido ialuronico o diverse vitamine.

Il collagene è la proteina maggiormente presente nel nostro corpo e riveste un ruolo fondamentale per la salute di pelle, cartilagini, ossa, tendini, membrane e vasi sanguigni.

L’invecchiamento della nostra pelle è un fenomeno naturale e progressivo, generato da diversi fattori sia esterni che interni: sul piano interno, facciamo principalmente riferimento all’età e ai fattori genetici-ereditari, per cui col passare del tempo viene a deteriorarsi la struttura delle proteine fibrose che compongono il derma (collagene, appunto, ed elastina). In pratica, se ne avranno sempre meno e quelle presenti risulteranno più deboli e fragili – ecco quindi l’assottigliamento e il cedimento della pelle, la comparsa delle prime rughe etc.

Esistono poi fattori esterni che possono decisamente accelerare questo processo degenerativo, favorendo la formazione di radicali liberi:

  • fumo
  • radiazioni solari
  • smog
  • abuso di alcolici
  • alimentazione non bilanciata

Ancora una volta, un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita sano sono quindi presupposti indispensabili per il nostro benessere generale, utili anche per aiutare il nostro corpo a contrastare l’invecchiamento precoce (come sempre, la strategia migliore in realtà è la prevenzione!). Logicamente, è bene anche prendersi cura quotidianamente della pelle con cosmetici specifici, in particolar modo per proteggere le aree più esposte come viso e mani.

Gli integratori vanno sempre più di moda (a volte, intesi come facile scorciatoia… 😉 quelli contenenti vitamine e altri principi utili in questo caso sono:

  • vitamina C – che contribuisce alla formazione del collagene e risulta utile per il normale funzionamento di pelle, cartilagini e ossa;
  • vitamine A, B2, B3 e biotina – che contribuiscono al mantenimento di una pelle normale;
  • minerali come lo zinco, il manganese, il rame e il selenio – che, in sinergia con le vitamine E e B2, proteggono le cellule dallo stress ossidativo.
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se le vacanze estive sembrano ancora troppo lontane…

locandina weekend YOGA in barca a vela

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Stress da messaggi??

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In un recente articolo è stato riportato che un professionista medio (impiegato, manager, imprenditore etc.) passa almeno 4 ore al giorno a rispondere alle e-mail… purtroppo temo di non sbagliare di molto applicando questa stima anche ai vari tipi di messaggi (FaceBook, WhatsApp, Twitter, LinkedIn & Co.) che tutti, ma proprio tutti ci scambiamo quotidianamente, indipendentemente dalla professione che svolgiamo… pazzesco vero?

Psicologicamente, oltre che sul piano pratico (4 ore di vita al giorno!!), si tratta di un impegno spropositato: a prescindere dal tempo effettivamente impiegato, la sensazione è che stiamo sempre rispondendo a qualcuno – nel contempo, stressandoci per i messaggi in attesa di risposta!

Se ci fermassimo ad analizzare ogni scambio digitale nell’arco es. di due settimane, probabilmente faremmo delle scoperte interessanti. Per esempio: ogni volta che una domanda, una risposta o un qualsiasi concetto vengono formulati frettolosamente e distrattamente, senza riflettere e senza rileggere, si scatena una serie potenzialmente interminabile di messaggi e contro-messaggi (di rabbia, sorpresa, dolore, indignazione etc.) al 99% motivati da incomprensione, che a loro volta necessiteranno di ulteriori spiegazioni e chiarimenti che manco in una tragedia shakespeariana… O ancora: se rispondiamo subito “sì” a una richiesta, creiamo un precedente e, soprattutto se si tratta di lavoro, veniamo rapidamente inondati da una miriade di piccole/grandi ulteriori richieste a corollario… Dulcis in fundo, quante newsletter riceviamo al giorno/alla settimana/al mese? A quanti gruppi d’interesse siamo iscritti? E… sono tutti così interessanti??

Le nostre vite sono già abbastanza affollate e impegnate, senza doverci sobbarcare inutili carichi che sottraggono risorse preziosissime: il nostro tempo, la nostra attenzione, la nostra energia, la nostra presenza.

Proviamo a prenderci un secondo (il famoso respiro mindful) e usiamo la nostra attenzione per valutare l’importanza dei messaggi che riceviamo: forse il 10% è davvero importante, rispondiamo quindi positivamente e senza dare adito a malintesi; diciamo invece tranquillamente no alle richieste che non possiamo soddisfare e impariamo a sorvolare senza sensi di colpa sulle altre comunicazioni… citando nuovamente Shakespeare, non sono altro che “molto rumore per nulla” Winking Face on Twitter Twemoji 2.6

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