Tredici strategie da adottare per realizzare il nostro potenziale – terza parte

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…ed ecco finalmente l’ultimo gruppo di “strategie”:

9) Smettiamo di voler controllare tutto
Certe cose dipendono da noi, altre invece no: impariamo a distinguerle – e a concentrare le nostre energie solo su ciò che possiamo davvero controllare – e che è davvero importante!

10) Non diciamo “si'” se non è coerente con i nostri obiettivi
A chi piace scontentare amici, colleghi e familiari quando propongono attività o chiedono aiuto o parte del nostro tempo? Ricordiamo però che un piccolo sacrificio, con minor gratificazione del nostro (e del loro) ego oggi, sarà ampiamente ripagato dai grandi risultati futuri 😉

11) Rinunciamo a chi ci intossica la vita
Noi siamo il risultato di chi frequentiamo (c’è chi dice siamo la media delle 5 persone con cui passiamo più tempo…): qualcuno è migliore o più evoluto di noi, qualcuno è peggiore o semplicemente più indietro. La loro influenza si riflette comunque sul nostro operato e la nostra media si alzerà o abbasserà di conseguenza: cerchiamo quindi deliberatamente persone che portano a migliorare, stimolandoci – anche con fatica – oltre la nostra “comfort zone” 😉

12) Abbandoniamo il bisogno di piacere sempre e comunque
L’unico modo per non far arrabbiare mai nessuno è non fare nulla di rilevante.
Se intendiamo quindi ottenere dei risultati significativi, dobbiamo accettare come dato di fatto che non si può piacere a tutti: ciò che conta è restare fedeli a noi stessi e continuare nel nostro impegno.

13) Disintossichiamoci da social media, web e tv
Sono le vere dipendenze della nostra società: utili, certo, ma assolutamente da non usare come surrogato della realtà o per fuggire dalla nostra vita. A meno che il nostro obiettivo non riguardi proprio social media, web o tv, cerchiamo di limitare il più possibile l’uso di questi strumenti di distrazione di massa.

 

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Tredici strategie da adottare per realizzare il nostro potenziale – seconda parte

bonnie-kittle-186235Questa settimana ecco altre quattro “strategie”:

5) Studiare ed esercitarsi, sempre
Talento e intelligenza non sono tutto. Chi ha successo nella vita sa che impegnarsi è fondamentale, così come apprendere nuove capacità e sperimentare sempre nuovi contesti: ciò che siamo oggi non è ciò che dobbiamo essere domani!

6) Nessun risultato arriva dall’oggi al domani
Svegliarsi una mattina con la soluzione già completa è un falso mito… proprio per questo è importante definire l’obiettivo a lungo termine: perchè così possiamo lavorarci e osservarci – 1% di miglioramento al giorno? al mese? all’anno? i risultati si vedono nel tempo.

7) Basta all’inutile perfezionismo
Nulla sarà mai perfetto: dobbiamo accettarlo, se vogliamo davvero tramutare i sogni in realtà. La paura del fallimento (o del successo) ci impedisce di agire e di far conoscere al mondo di che cosa siamo realmente capaci. Quindi… usciamo allo scoperto – mentre continuiamo a migliorare 😉

8) No al multi-tasking
Parafrasando Winston Churchill, non raggiungeremo mai la meta fermandoci a lanciare sassi a ogni cane che abbaia… (!)
La completa presenza e attenzione su un singolo compito alla volta è fondamentale, che si tratti di studiare o di fare gli esercizi in palestra. Punto.

 (segue)

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Tredici strategie da adottare per realizzare il nostro potenziale – prima parte

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Ho pensato di tradurre a riadattare un decalogo (anzi: una tredicina di regole!) che rispecchia esattamente l’approccio utilizzato nelle mie sedute di counseling… ecco il primo gruppo di “strategie”:

1) Stile di vita sano

Per raggiungere qualsiasi traguardo occorre innanzitutto la salute – dice il vecchio adagio “Prenditi cura del tuo corpo: è l’unico posto dove dovrai vivere”.  Per farlo, fondamentalmente, occorrono dieta ed esercizio fisico.

2) Visione a lungo termine
Le abitudini nel breve termine sono i passi che ci avvicinano (o meno) al nostro obiettivo di lungo termine: fissiamolo – e osserviamo che le nostre azioni siano coerenti.

3) Pensare in grande
L’umiltà è una dote rara ma limitare le nostre capacità solo per non mettere a disagio gli altri (o per non metterci veramente in gioco!) non aiuta nessuno: esprimiamo le nostre aspirazioni, senza avere paura di fallire – né di realizzarle!

4) Basta scuse
A prescindere dal punto di partenza, siamo noi i veri responsabili di quello che succederà nella nostra vita: quindi smettiamo di trovare scuse per non fare/cambiare etc. e assumiamoci le nostre responsabilità – nessuno lo farà al posto nostro… (segue)

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Integratori naturali anti-caldo

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È ufficialmente iniziata la stagione calda – passando da temperature praticamente invernali (nettamente sotto standard da metà aprile a tutto maggio) direttamente all’apertura delle piscine! Proprio per questo, forse più di altri anni, ci ritroviamo fiacchi, boccheggianti e sostanzialmente impreparati a questa “botta” sul piano fisico e mentale:ecco quindi alcune dritte semplici ed economiche per fronteggiare al meglio la situazione, soprattutto se le vacanze sono ancora un lontano miraggio e gli impegni non accennano a rallentare…!

POMPELMO I miei amici del Kerala (l’India del Sud ha un clima davvero “provante”: caldo, molto caldo o caldissimo, come dicono lì!) sanno perfettamente che cosa bere quando ci si sente privi di energia, sull’orlo dello svenimento da caldo: un bicchiere di spremuta di pompelmo (non fredda, se si preferisce allungata con poca acqua) con l’aggiunta di un cucchiaino di zucchero e di una punta di sale fino. Ecco servito l’integratore vitaminico per eccellenza… altro che pastiglie e bustine effervescenti: provare per credere 😉

TÈ CALDO Anche in questo caso, le popolazioni da sempre abituate a convivere con temperature decisamente elevate, come quelle del deserto, sanno benissimo che cosa bere: se la frutta fresca e dissetante scarseggia, un bel tè caldo, zuccherato e magari con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta è quel che ci vuole per rigenerare mente e corpo (senza pericolosi sbalzi termici che potrebbero causare congestioni!) – e se abbiamo a portata di mano anche un cucchiaino di pinoli… voilà le thé aux pignons: ottimo e rimineralizzante – c’è chi dice persino afrodisiaco…!

KARKADÉ Nel cuore dell’Africa da sempre si beve l’infuso di un fiore profumatissimo (l’hibiscus), dal sapore dolce-acidulo, davvero molto dissetante: lo si può gustare caldo o anche fresco, se lasciato raffreddare a temperatura ambiente (al massimo con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio!) e – anche qui – aggiungendo una fogliolina di menta se piace. Antiossidante, diuretico e antisettico – ed è molto ricco di Vitamina C 😉

LATTE DI MANDORLA Non posso tralasciare usi e costumi di casa nostra: il latte di mandorla (privo di lattosio e di colesterolo e meno calorico del latte di soia) è un ottimo alleato per la lotta alla calura estiva, in tutte le sue buonissime declinazioni: bevuto liscio è rinfrescante e anti-infiammatorio (grazie all’elevato contenuto di magnesio), può essere trasformato anche in gelato o in granita – vabbè, magari con la tradizionale brioche siciliana non si ottiene un abbinamento propriamente dietetico… però che buono!!

 

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Più siamo impegnati e più abbiamo bisogno di momenti di calma

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Prendersi del tempo per stare in silenzio rigenera il sistema nervoso, aiuta a tenere alto il livello d’energia e fa sì che la nostra mente diventi più flessibile e veloce: il silenzio infatti è correlato con lo sviluppo di nuove cellule nell’ippocampo, la regione del cervello associata all’apprendimento e alla memoria.

Coltivare il silenzio non è solo un temporaneo sollievo dai colleghi chiacchieroni o dalle notifiche delle chat: il vero silenzio, se mantenuto, sviluppa il pensiero creativo e calma anche il dialogo interiore, non solo quello esteriore. Provate a introdurre una breve pausa nella giornata – davvero, anche solo 2 minuti! – per stare semplicemente seduti in silenzio, senza cellulare, tablet o altri strumenti tecnologici accesi; o meglio ancora, se potete, andate a fare una passeggiata – senza telefono…

Il mondo diventa sempre più rumoroso ma per fortuna il silenzio è ancora accessibile e non costa nulla! ♥

 

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Cinque motivi per cui il disordine fa male alla salute (e come porvi rimedio)

Le pulizie di primavera non servono solo a riorganizzare e ripulire case e armadi, cantine e box: sono letteralmente terapeutiche!

Immagine1Spesso siamo portati a pensare che un po’ di vestiti accumulati lì, qualche pila di libri e riviste là e cassetti dove “non so neanche più che cosa ci sia in fondo”, in fin dei conti, non facciano male a nessuno, giusto? Beh, vi dovete ricredere: tutto il disordine che affolla il nostro spazio personale può davvero essere una minaccia per la salute… se non mi credete sulla parola, leggete quelli che gli studiosi in materia hanno dimostrato essere gli effetti del disordine su mente e corpo – e cosa possiamo fare per ovviare al problema (oltre a chiamare l’impresa di pulizie).

Il disordine ha effetto sul sonno. Se l’ultima cosa che vedete prima di andare a letto sono mucchi di vestiti sporchi o carte che coprono la scrivania, questo può dare una sensazione di stress e ansia, che a sua volta può far sì che alle 3 del mattino vi ritroviate svegli a guardare il soffitto… Uno studio pubblicato dal periodico americano Sleep ha analizzato le dinamiche del sonno in ambienti particolarmente “pieni” di cose: è stato dimostrato che le persone con camere da letto particolarmente piene e disordinate, effettivamente, hanno una qualità del sonno inferiore alla media.

Ripulite: Prima di crollare a letto, prendetevi pochi minuti per riporre i vestiti, sistemare eventuali carte e, in generale, la camera da letto: quando si è molto stanchi a fine giornata probabilmente è l’ultimo dei nostri desideri MA davvero pochi minuti sono un ottimo investimento gratuito per un buon sonno (nel frattempo potete es. ascoltare della musica soft o avviare una meditazione guidata, per conciliare al meglio ;-).

Il disordine ha effetti sull’energia. Quando entriamo o guardiamo uno spazio particolarmente affollato o disorganizzato, sentiamo immediatamente il nostro livello di energia “scendere”: come illustrato dal Journal of Neuroscience, infatti, gli “stimoli multipli” che si presentano in simultanea nel nostro campo visivo “competono” per essere rappresentati a livello cerebrale, rallentando di fatto la nostra capacità di processare informazioni… In parole povere: se siete circondati dal disordine, il caos visivo impedisce sia la capacità di concentrazione sia la capacità di elaborazione.

Ripulite: Se avete difficoltà di concentrazione quando siete alle prese con un compito noioso, come ad es. controllare l’estratto conto, pagare la tassa dei rifiuti on-line etc., prendetevi una pausa veloce e fate qualche pulizia, tipo lavare i piatti o piegare il bucato: ci sono un sacco di cose che possono essere fatte in meno di un minuto (buttare la spazzatura, mettere la biancheria sporca nella cesta del bucato, stendere l’accappatoio ad asciugare…) e questo piccolo gesto fornirà la pausa necessaria per ritrovare la concentrazione e, al tempo stesso, aiuterà a ridurre il vostro disordine 😉

Il disordine ha effetti… sul peso. Inutile ricordare che buttar via tutti i cibi spazzatura presenti in casa è sicuramente un ottimo primo passo per iniziare a perdere peso… ma addirittura riorganizzare l’intera cucina allo scopo di dimagrire?? A volte basta poco: anziché mettere frutta e verdura nel cassetto del frigorifero – dove poi, immancabilmente, ce li dimentichiamo – sistematele in bella vista in un cestino o in un’apposita alzata, ad esempio. I ricercatori della Cornell University hanno visitato oltre 700 famiglie per studiare la correlazione tra peso delle persone e cibo e alimenti tenuti in casa: la differenza di peso tra chi sgranocchia frutta e verdura fresche e chi invece preferisce consumare merendine, snack salati e bibite frizzanti è di 10/15 chili!

Ripulite: “La gente mangia ciò che vede” come sanno nutrizionisti e personal trainer, quindi fate regolarmente pulizia dove tenete il cibo, specialmente in cucina, in modo da avere un senso di maggior controllo e meno tentazioni quando vi mettete piede. Eventuali cibi “pericolosi per la dieta” vanno sistemati in luoghi difficili da raggiungere (per intenderci: deve servire una sedia o una scala per arrivarci!) mentre tutti i cibi sani devono essere a portata di mano e di occhi, facilitandone l’utilizzo e creando un ambiente piacevole, dove è bello trascorrere del tempo a preparare cose buone, belle e salutari 😉

Il disordine ha effetti….sulla salute mentale. È comprensibile faticare a separarsi dalle cose che hanno per noi un valore sentimentale, come i giocattoli di quando eravamo piccoli o le foto del primo amore. Sebbene dettato dall’affetto e dalla dolcezza dei ricordi, questo comportamento può però generare ansia: infatti, restare aggrappati a situazioni e oggetti, ben oltre la loro utilità originaria, produce effetti importanti dal punto di vista emotivo, fisico, sociale ed economico per il loro proprietario e anche per la sua famiglia… Uno studio dell’università di Yale ha analizzato accumulatori e non-accumulatori: nei primi, due aree del cervello — la corteccia cingolata anteriore e la corteccia insulare — presentavano una notevole iper-attività ogni volta che si trovavano davanti a oggetti di cui non volevano liberarsi, ossia nelle aree del cervello associate al dolore e al conflitto psicologico.

Ripulite: Per quanto possa essere difficile passare in rassegna certi oggetti da eliminare (es. dopo la morte di una persona cara), un buon metodo per affrontare questo difficile compito è stabilire un giorno preciso e farsi aiutare da un amico fidato: ogni qualvolta proverete fatica a separarvi da un oggetto, l’amico/a vi chiederà “Quando è stata l’ultima volta che l’hai messo?”, “Quando pensi di usarlo?”, “Come intendi esporlo?” etc. Se l’oggetto non vi serve, non vi rende felici e non migliora la vostra vita, eliminatelo buttandolo via o donandolo in beneficenza – oppure regalatelo a qualcuno cui possa davvero essere utile 😉

Il disordine ha effetti sulle vie respiratorie. A volte il problema più grande è quello che si nasconde dentro al disordine: l’allergia alla polvere può causare prurito, raffreddore, oppressione al torace e asma – i principali colpevoli sono ovviamente gli acari della polvere ma non dobbiamo dimenticare anche scarafaggi, muffa, pollini e peli di animale. Gli acari si nutrono di pelle morta e solitamente “abitano” lenzuola, vestiti, animali di peluche, moquette, tappeti e carte da parati, mobili e asciugamani… vi fa schifo l’idea? Ahimé è anche peggio: sono infatti le loro feci a scatenare la reazione allergica…!

Ripulite: Lavate regolarmente tutta la biancheria in acqua calda (se possedete anche un’asciugatrice, usatela perchè il calore aiuta a eliminare gli acari); per ovvi motivi non è possibile mettere in lavatrice mobili e moquette, passate quindi spesso e volentieri l’aspirapolvere e, se possibile, optate per pavimenti in legno o in marmo, soprattutto nelle camere da letto. Esistono in commercio coperture anti-acaro per cuscini e materassi ma ricordate che la qualità dell’aria di casa può essere molto migliorata grazie alle piante che rilasciano ioni positivi nell’aria, come la sansevieria (“lingua di suocera”), l’edera, le palme e lo spatifillo, giusto per citarne alcune (foto – fonte Pinterest)

(liberamente tradotto e adattato da un articolo di Diana Kelly)

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Per essere più consapevoli, basta praticare!

melody-bates-67545Innumerevoli ricerche hanno dimostrato come la mindfulness presenti innumerevoli benefici… eppure la maggior parte di noi fa davvero fatica a trovare il tempo anche per il più piccolo esercizio!

Superate questo ostacolo facendo un esperimento: impegnatevi a praticare 10 minuti di mindfulness ogni giorno per quattro settimane (potete ascoltare una meditazione guidata o utilizzare un’app per aiutarvi). Durante le quattro settimane, provate a mantenete la vostra attenzione su una sola attività alla volta e notate quando la mente inizia a prendere la deriva — segno che il cervello è in “astinenza da multi-tasking”. Quando questo accade, mentalmente arrestate tutte le attività superflue che cercano di entrare nei vostri pensieri, tenendo l’attenzione solamente sul compito prestabilito. Il multitasking mantiene la mente piena, impegnata e sotto pressione — esattamente l’opposto di quello che volete ottenere.

Imparate anche a evitare la distrazione di controllare la posta in arrivo come prima cosa al mattino: se leggete le email (o whatsapp) appena svegli, la vostra mente sarà immediatamente sviata, e inizierete a scivolare verso l’essere reattivi… Pianificate un controllo “inter vos” dopo due settimane per valutare come sta andando l’esperimento.

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