Site icon BENESSERE 2.0

3 comportamenti che nutrono l’ippocampo ;-)

Come abbiamo visto nel precedente articolo, i nostri ippocampi sono così importanti perché da loro dipende l’immagazzinaggio dei ricordi nel nostro cervello: quando gli ippocampi sono sani, aiutano l’attività di apprendimento e migliorano la memoria, mentre il loro restringimento viene associato a problemi di memoria e declino cognitivo… dopo aver visto i principali fattori di contribuzione al negativo, ecco qualche metodo di prevenzione alla portata di tutti 🙂

Far pompare il cuore attraverso dell’esercizio aerobico può aumentare il volume dell’ippocampo (aumenta cioè  il numero delle cellule ippocampali) e questa, come abbiamo visto, è un’ottima notizia: non occorre fare una maratona, basta camminare anche a passo lento – attività decisamente più alla portata anche delle persone anziane 😉
Così come alleniamo il corpo, dobbiamo allenare anche il nostro cervello! Sembra che un moderato utilizzo dei videogiochi 3D possa stimolare la memoria nei giovani adulti sani – occhio però all’uso prolungato e agli effetti dannosi! Per stare più sul sicuro, semplicemente, prova a memorizzare una poesia o della prosa, sì: proprio come si faceva una volta a scuola 😉 Un recente studio inglese ha dimostrato che basta memorizzare 500 parole a settimana per sei settimane, per incrementare le capacità mnemoniche e migliorare la funzione metabolica dell’ippocampo. Se poi la letteratura proprio non fa per te, prova almeno a memorizzare delle “cose” quotidianamente, es. la lista della spesa, i testi delle canzoni o alcuni numeri di telefono, anziché affidarti sempre allo smartphone!
Imparare cose nuove è uno dei più bei regali che possiamo fare al cervello (e all’umore, all’autostima etc.): un apprendimento intensivo (tipo frequentare un corso universitario) aumenta il volume dell’ippocampo dopo sole 14 settimane – ma, ovviamente, non è l’unico metodo possibile: anche imparare a suonare uno strumento musicale aiuta ad ampliare l’ippocampo e, più in generale, ogni qualvolta ci confrontiamo positivamente con qualcosa di nuovo, che ci costringa a un’elaborazione e ad un adattamento, aumenta la neuroplasticità, la capacità del cervello di cambiare struttura, funzione e connessioni… in pratica, ciò che aiuta il cervello ad aiutarci ad affrontare le piccole e grandi sfide della vita 😉
Quindi… vuoi migliorare e proteggere la tua memoria? Smettila di maltrattare i tuoi ippocampi e inizia piuttosto a nutrirli con delle semplici abitudini quotidiane – dopotutto se lo meritano, no?!
Exit mobile version