Integrare la vitamina D – come e perchè

carrie-o-brien-38793Capita di frequente (soprattutto alle donne) che, a seguito di esami del sangue, vengano riscontrati bassi livelli di vitamina D, la “vitamina del sole”, quella che aiuta a nutrire e sostenere la nostra struttura ossea: sembrerebbe logico quindi ricorrere immediatamente agli appositi integratori… o no?!

Ebbene: recenti studi hanno evidenziato come, in realtà, sempre più spesso chi sceglie di integrare con prodotti farmaceutici o erboristici finisca con assumere eccessive dosi di vitamine! Infatti la logica del melius est abundare quam deficere non sempre è l’approccio migliore e può rivelarsi del tutto inutile o addirittura dannosa.

Il livello di assunzione adeguato per la vitamina D è stimato intorno ai 200 IU fino ai 50 anni, 400 IU fino ai 70 anni, per passare a 600 IU nei soggetti più anziani – molti invece si abituano a dosi da 3000 e anche 4000 IU!. N.B.: 40 IU (unità internazionale) equivalgono ad 1 mcg.

Senza vitamina D, le ossa si assottigliano e diventano più fragili, questo è vero – infatti la vitamina D è importantissima per l’assorbimento del calcio, fondamentale al mantenimento di ossa e denti sani; inoltre supporta l’attività del sistema immunitario, del cervello e del sistema nervoso centrale e aiuta a regolare l’insulina. Ricordiamoci però che il modo corretto di assumere la vitamina D è attraverso l’esposizione diretta alla luce del sole (il momento migliore è proprio nel mezzo della giornata, quando il sole è al suo picco) – in particolare i bambini la “catturano” esponendo le ginocchia, mentre gli adulti esponendo la zona del décolleté 😉

Gli integratori di vitamina D possono essere utili per coloro che, per cause di forza maggiore, non possono esporsi alla luce naturale con regolarità (ad es. chi è infermo o chi lavora di notte etc.) o coloro che non riescono a nutrirsi adeguatamente; teniamo però presente che un sovradosaggio di vitamina D può portare a un eccesso di calcio nel sangue, provocando nausea, vomito, debolezza muscolare e complicazioni renali – in casi estremi, persino aritmie e problemi cardiaci.

Quindi, prima di fare scorta di pastiglie, parliamone col medico curante e, magari, proviamo prima con metodi più naturali: cibi ricchi di vitamina D sono, ad esempio, il rosso d’uovo, il pesce di mare e il fegato (come al solito, anche eliminare o limitare il sovrappeso e fare un po’ di moto male non fa…) – ma soprattutto: non dimentichiamoci di prendere un po’ di sole sul collo e sul viso, tutti i giorni, basta un quarto d’ora… una breve pausa, senza rischi di sovradosaggio, che di sicuro aumenterà anche il nostro livello di buon umore!

 

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