Cinque motivi per cui il disordine fa male alla salute (e come porvi rimedio)

Le pulizie di primavera non servono solo a riorganizzare e ripulire case e armadi, cantine e box: sono letteralmente terapeutiche!

Immagine1Spesso siamo portati a pensare che un po’ di vestiti accumulati lì, qualche pila di libri e riviste là e cassetti dove “non so neanche più che cosa ci sia in fondo”, in fin dei conti, non facciano male a nessuno, giusto? Beh, vi dovete ricredere: tutto il disordine che affolla il nostro spazio personale può davvero essere una minaccia per la salute… se non mi credete sulla parola, leggete quelli che gli studiosi in materia hanno dimostrato essere gli effetti del disordine su mente e corpo – e cosa possiamo fare per ovviare al problema (oltre a chiamare l’impresa di pulizie).

Il disordine ha effetto sul sonno. Se l’ultima cosa che vedete prima di andare a letto sono mucchi di vestiti sporchi o carte che coprono la scrivania, questo può dare una sensazione di stress e ansia, che a sua volta può far sì che alle 3 del mattino vi ritroviate svegli a guardare il soffitto… Uno studio pubblicato dal periodico americano Sleep ha analizzato le dinamiche del sonno in ambienti particolarmente “pieni” di cose: è stato dimostrato che le persone con camere da letto particolarmente piene e disordinate, effettivamente, hanno una qualità del sonno inferiore alla media.

Ripulite: Prima di crollare a letto, prendetevi pochi minuti per riporre i vestiti, sistemare eventuali carte e, in generale, la camera da letto: quando si è molto stanchi a fine giornata probabilmente è l’ultimo dei nostri desideri MA davvero pochi minuti sono un ottimo investimento gratuito per un buon sonno (nel frattempo potete es. ascoltare della musica soft o avviare una meditazione guidata, per conciliare al meglio ;-).

Il disordine ha effetti sull’energia. Quando entriamo o guardiamo uno spazio particolarmente affollato o disorganizzato, sentiamo immediatamente il nostro livello di energia “scendere”: come illustrato dal Journal of Neuroscience, infatti, gli “stimoli multipli” che si presentano in simultanea nel nostro campo visivo “competono” per essere rappresentati a livello cerebrale, rallentando di fatto la nostra capacità di processare informazioni… In parole povere: se siete circondati dal disordine, il caos visivo impedisce sia la capacità di concentrazione sia la capacità di elaborazione.

Ripulite: Se avete difficoltà di concentrazione quando siete alle prese con un compito noioso, come ad es. controllare l’estratto conto, pagare la tassa dei rifiuti on-line etc., prendetevi una pausa veloce e fate qualche pulizia, tipo lavare i piatti o piegare il bucato: ci sono un sacco di cose che possono essere fatte in meno di un minuto (buttare la spazzatura, mettere la biancheria sporca nella cesta del bucato, stendere l’accappatoio ad asciugare…) e questo piccolo gesto fornirà la pausa necessaria per ritrovare la concentrazione e, al tempo stesso, aiuterà a ridurre il vostro disordine 😉

Il disordine ha effetti… sul peso. Inutile ricordare che buttar via tutti i cibi spazzatura presenti in casa è sicuramente un ottimo primo passo per iniziare a perdere peso… ma addirittura riorganizzare l’intera cucina allo scopo di dimagrire?? A volte basta poco: anziché mettere frutta e verdura nel cassetto del frigorifero – dove poi, immancabilmente, ce li dimentichiamo – sistematele in bella vista in un cestino o in un’apposita alzata, ad esempio. I ricercatori della Cornell University hanno visitato oltre 700 famiglie per studiare la correlazione tra peso delle persone e cibo e alimenti tenuti in casa: la differenza di peso tra chi sgranocchia frutta e verdura fresche e chi invece preferisce consumare merendine, snack salati e bibite frizzanti è di 10/15 chili!

Ripulite: “La gente mangia ciò che vede” come sanno nutrizionisti e personal trainer, quindi fate regolarmente pulizia dove tenete il cibo, specialmente in cucina, in modo da avere un senso di maggior controllo e meno tentazioni quando vi mettete piede. Eventuali cibi “pericolosi per la dieta” vanno sistemati in luoghi difficili da raggiungere (per intenderci: deve servire una sedia o una scala per arrivarci!) mentre tutti i cibi sani devono essere a portata di mano e di occhi, facilitandone l’utilizzo e creando un ambiente piacevole, dove è bello trascorrere del tempo a preparare cose buone, belle e salutari 😉

Il disordine ha effetti….sulla salute mentale. È comprensibile faticare a separarsi dalle cose che hanno per noi un valore sentimentale, come i giocattoli di quando eravamo piccoli o le foto del primo amore. Sebbene dettato dall’affetto e dalla dolcezza dei ricordi, questo comportamento può però generare ansia: infatti, restare aggrappati a situazioni e oggetti, ben oltre la loro utilità originaria, produce effetti importanti dal punto di vista emotivo, fisico, sociale ed economico per il loro proprietario e anche per la sua famiglia… Uno studio dell’università di Yale ha analizzato accumulatori e non-accumulatori: nei primi, due aree del cervello — la corteccia cingolata anteriore e la corteccia insulare — presentavano una notevole iper-attività ogni volta che si trovavano davanti a oggetti di cui non volevano liberarsi, ossia nelle aree del cervello associate al dolore e al conflitto psicologico.

Ripulite: Per quanto possa essere difficile passare in rassegna certi oggetti da eliminare (es. dopo la morte di una persona cara), un buon metodo per affrontare questo difficile compito è stabilire un giorno preciso e farsi aiutare da un amico fidato: ogni qualvolta proverete fatica a separarvi da un oggetto, l’amico/a vi chiederà “Quando è stata l’ultima volta che l’hai messo?”, “Quando pensi di usarlo?”, “Come intendi esporlo?” etc. Se l’oggetto non vi serve, non vi rende felici e non migliora la vostra vita, eliminatelo buttandolo via o donandolo in beneficenza – oppure regalatelo a qualcuno cui possa davvero essere utile 😉

Il disordine ha effetti sulle vie respiratorie. A volte il problema più grande è quello che si nasconde dentro al disordine: l’allergia alla polvere può causare prurito, raffreddore, oppressione al torace e asma – i principali colpevoli sono ovviamente gli acari della polvere ma non dobbiamo dimenticare anche scarafaggi, muffa, pollini e peli di animale. Gli acari si nutrono di pelle morta e solitamente “abitano” lenzuola, vestiti, animali di peluche, moquette, tappeti e carte da parati, mobili e asciugamani… vi fa schifo l’idea? Ahimé è anche peggio: sono infatti le loro feci a scatenare la reazione allergica…!

Ripulite: Lavate regolarmente tutta la biancheria in acqua calda (se possedete anche un’asciugatrice, usatela perchè il calore aiuta a eliminare gli acari); per ovvi motivi non è possibile mettere in lavatrice mobili e moquette, passate quindi spesso e volentieri l’aspirapolvere e, se possibile, optate per pavimenti in legno o in marmo, soprattutto nelle camere da letto. Esistono in commercio coperture anti-acaro per cuscini e materassi ma ricordate che la qualità dell’aria di casa può essere molto migliorata grazie alle piante che rilasciano ioni positivi nell’aria, come la sansevieria (“lingua di suocera”), l’edera, le palme e lo spatifillo, giusto per citarne alcune (foto – fonte Pinterest)

(liberamente tradotto e adattato da un articolo di Diana Kelly)

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