…che differenza c’è tra meditazione e mindfulness?

 

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Viviamo in un’epoca in cui la filosofia orientale si infonde sempre di più nello stile di vita occidentale – lo si vede anche nella moda, nell’arte e nei look… Anche parole come mindfulness e meditazione stanno diventando termini di uso (quasi) quotidiano ma, poiché vengono spesso usati in un contesto simile, la confusione sulle effettive differenze regna sovrana: queste parole sono davvero intercambiabili? La risposta breve è no: anche se le loro applicazioni pratiche sono indubbiamente “intrecciate” e possono sovrapporsi, non sono la stessa cosa… vediamolo insieme.

Meditazione

Per meditazione (solitamente) si intende una pratica formale e seduta che ha come obbiettivo, ad esempio, aprire il cuore, espandere la consapevolezza, calmare la mente, trovare la pace interiore etc.

Può essere incentrata sul respiro, sul senso di amore e gratitudine, su un mantra specifico, su una visualizzazione e può essere guidata dalla voce di un insegnante o di un terapeuta.

La meditazione è una pratica intenzionale, in cui ci si focalizza verso l’interno per aumentare la calma, la concentrazione e l’equilibrio emotivo. La meditazione seduta di solito inizia con una respirazione profonda in una posizione comoda, portando tutta la consapevolezza sul respiro – inspirazione ed espirazione – guidando coscientemente la mente verso un’ancora, ovvero singolo punto di messa a fuoco.

Di solito la durata è predeterminata – da un minuto a un’ora o anche più (solitamente si raccomanda di meditare per 20/30 minuti alla volta, due volte al giorno)… in realtà se possibile anche una pratica di breve durata, purché ripetuta regolarmente nel tempo, può comunque essere di grande beneficio.

Mindfulness

La mindfulness è tutta una questione di consapevolezza – e ovviamente include la pratica della meditazione.

Quando siamo mindful, stiamo notando e prestando attenzione ai nostri pensieri, sentimenti, comportamenti e movimenti (e anche agli effetti che hanno su coloro che ci circondano).

Possiamo praticare la mindfulness in qualsiasi momento, ovunque e con chiunque, nell’esserci veramente e nel restare pienamente coinvolti nel qui e ora: è il semplice atto di prestare attenzione, notare ed essere presenti in qualunque cosa stiamo facendo. Mentre viviamo la quotidianità (almeno, per la maggior parte delle persone), la mente tende a vagare dall’attività “reale” che stiamo svolgendo o a cui stiamo partecipando, verso altri pensieri o sensazioni; quando siamo consapevoli, invece, siamo attivamente coinvolti nell’attività con tutti i nostri sensi, invece di perderci in altro…

Indubbiamente è difficile per la mente umana restare nel momento presente: un recente studio di Harvard ha scoperto che le persone trascorrono il 46,9% delle ore di veglia pensando a qualcosa di diverso da quello che stanno facendo! Questo tipo di “mindlessness” è la norma, poiché la mente ama trascorrere il proprio tempo concentrandosi sul passato (in modalità rimpianto), sul futuro (in modalità preoccupazione) e a creare scenari “avrei dovuto” e “se invece avessi”… Lo stesso studio ha anche “scoperto” che permettere al cervello di operare con questi automatismi rende le persone infelici, “una mente errante è una mente infelice”, hanno detto i ricercatori…

Ecco dove la mindfulness può esserci molto utile Relieved Face on EmojiOne 3.1

 

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