Impariamo a chiedere aiuto…

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Alzi la mano chi – a casa, al lavoro o in entrambi i luoghi – non ha un elenco interminabile di cose da fare, progetti da terminare, commissioni da svolgere che non basterebbero 48 ore al giorno; per non parlare dei contatti che dovremmo intrattenere, messaggi a cui rispondere, risposte da dare… 😦

Abbiamo davvero troppo da fare ed è giunto il momento di ammettere (con noi stessi, innanzitutto) che non possiamo farcela da soli, abbiamo bisogno di aiuto: perchè nessuno ci aiuta?!?

La triste verità – non vogliatemi male – è che, se non riceviamo l’aiuto tanto atteso e prezioso, probabilmente è in buona parte colpa nostra: chiedere aiuto ci mette terribilmente a disagio, quindi semplicemente non lo facciamo o lo facciamo “male”… non è mai troppo tardi, però, per imparare!

Innanzitutto, dobbiamo capire di che cosa esattamente potremmo beneficiare e, per farlo, bisogna prendersi del tempo per riflettere. Qui spesso sta la maggiore difficoltà: quando si affoga nel mare dei problemi e dei compiti da svolgere, lo stress impedisce di pensare in maniera strategica e razionale e, invece, prevale la determinazione a non volersi fermare (tantomeno per pensare!)… molto meglio fare un ulteriore sforzo e proseguire a testa bassa, da soli, sempre più stressati e più vicini alla rottura.

Così come per fare soldi bisogna iniziare a investirne almeno un poco, senza investire un po’ di tempo per fermarsi a riflettere, rischiamo veramente di continuare a buttarne via tanto, correndo in cerchio come “galline impazzite” (vecchio detto inglese). Prendiamoci quindi tempo e spazio per analizzare tutte le cose che stiamo affrontando e individuiamo a chi potremmo delegare qualcosa – certo nessuno è più bravo e indispensabile di noi ma, pena la sopravvivenza psico-fisica, la domanda è:

“che cosa porta via una bella fetta di tempo e potrebbe essere delegato a qualcun altro, senza troppa supervisione da parte mia?” (n.b.: bando al perfezionismo, please!)

Dopo esserci risposti onestamente, individuata la persona che potrebbe essere d’aiuto… chiediamoglielo, con gentilezza ma senza mezzi termini. Anche questo solitamente presenta grandi difficoltà: chiedere è “strano”, ci mette a disagio, a volte addirittura ci fa fisicamente male! Alla fine quindi, magari, se proprio non possiamo farne a meno, borbottiamo qualcosa di vago (tipo “ti spiacerebbe…” oppure “quando hai tempo…”) e poi ci domandiamo perché nessuno ha fatto ciò che abbiamo vagamente chiesto…

Accettiamo qualsiasi aiuto ci venga offerto, anche se “non è come l’avremmo fatto noi” o è addirittura diverso da quello che avevamo ipotizzato – a volte la risposta può rivelarsi anche migliore!

Dulcis in fundo, ringraziamo: dovrebbe essere ovvio ma, anche in questo, molti fanno ancora troppa fatica, quando invece dovremmo ricordarci di non dare niente per scontato 😉

Uno dei principali fattori di motivazione per chi presta aiuto è la possibilità di sentirsi utili: quando possiamo immaginare o, meglio ancora, verificare di persona come il nostro operato sia stato davvero d’aiuto e apprezzato, siamo ancora più motivati ad aiutare nuovamente qualcuno, quindi… sta a noi far sì che questo accada!

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