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Così titola oggi il Corriere della sera, e prosegue: “Alcuni studi dell’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano hanno dimostrato che adolescenti e adulti affetti da emicrania cronica o ad alta frequenza possono ridurre della metà i giorni degli attacchi praticando la mindfulness. E che nei più giovani l’esercizio meditativo, associato a stili di vita corretti, consente di non ricorrere alle terapie farmacologiche. […] Le persone con emicrania tendono a usare molti farmaci analgesici per placare il dolore ma anche per paura di viverlo, creando un circolo vizioso documentato dalla letteratura scientifica: più medicinali contro il sintomo si prendono, più attacchi di emicrania si avranno. La meditazione si è rivelata utile per interrompere questo meccanismo.”

“[…] Dopo aver acquisito la tecnica mediante lezioni in presenza o sul web, la meditazione diventa un modo di vivere e in tutte le situazioni di sovraccarico emotivo e fisico può essere utilizzata dal soggetto per ridimensionare i problemi in corso e i pensieri automatici che portano a uno stato di ansia e paura, recuperando la calma necessaria per trovare una soluzione”.

Innumerevoli studi ne hanno già dimostrato l’effettivo impatto sui circuiti neuronali preposti alla percezione del dolore; ciò significa che, attraverso la meditazione, cambia letteralmente la nostra relazione con il dolore, non solo a livello comportamentale ma anche organico…!

Come sostengo da sempre, ovviamente, non si tratta di una bacchetta magica e infatti “la meditazione va comunque accompagnata a una rieducazione delle abitudini quotidiane: un’alimentazione bilanciata e regolare, non saltare i pasti, neanche la colazione – perché una condizione di ipoglicemia durante la mattina può facilmente scatenare un episodio emicranico; mantenere un corretto ritmo sonno-veglia; praticare attività fisica, in particolare di tipo aerobico, come corsa, nuoto e bicicletta, per aiutare la mente a concentrarsi sulle azioni del corpo e ridurre così il rimuginio ossessivo, tipico nei soggetti emicranici e fonte di mal di testa.

L’esercizio motorio, come è noto, favorisce il rilascio di endorfine, che migliorano l’umore e funzionano da antidolorifico naturale; spesso i soggetti con emicrania sono un po’ rigidi, abituati a tenere tutto sotto controllo, giudicanti e severi verso se stessi, faticando ad adattarsi ai cambiamenti, a lasciare andare i pensieri negativi… insomma: non riescono a valorizzare quello che hanno in quel momento, proprio il contrario di quanto suggerito dall’approccio mindfulness!

…sei interessato/a a saperne di più, magari provando un mini-percorso mindfulness, individuale o di gruppo? Contattami tramite blog 😉

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